La fonte del dolore non è un piede dolorante, un cuore guasto, un midollo sbiellato, un culo rotto, anche se possono far male, singolarmente o insieme: l’origine del dolore è il futuro, cioè il tempo. La temporalità, che è la nostra dimensione esistenziale, si articola nei tempi del passato, del presente inafferrabile, e del futuro nascosto. Dal futuro imprevedibile proviene l’angoscia, che è il modo del presente del futuro, il divenire, che la nostra mente immagina o anticipa e rappresenta come minaccia, la quale causa timore, tremore e paura. Se ci si attende qualcosa di positivo, immediatamente la paura di perderla prenderà il sopravvento sulla speranza, e il timore seppellirà tutto. L’antidoto a tutto questo è la Verità, quella che conosce il senso del Tutto e quindi sa perché accade ciò che accade, e conoscere questo significa almeno che la saetta prevista venga più lenta a ferire.
