Non vedo nulla di scientifico da parte di nessuno degli analisti e opinionisti che disquisiscono sulla vicenda Ucraina e Russia. Per me, la scienza è un’altra cosa: osservazione, ipotesi, controllo sperimentale dell’ipotesi, verifica delle regolarità statistiche, ossia delle probabilità di ottenere i risultati attesi, teoria e legge, quando la teoria si dimostra provata. Ora, nella storia, sociologia, e materie umanistiche in generale, questo non può accadere, perché manca la possibilità della procedura di controllo ossia degli esperimenti. Pertanto, non essendoci quantificazione matematica, misurazione, sperimentazione, la questione va vista con occhi diversi: la saggezza, al di là del Bene e del Male. Se non c’entra niente la scienza, ossia la verità, essenzialmente, allora è altro che deve decidere. E deve decidere ragionando e ascoltando la coscienza. Le guerre causano sofferenze, e sono indotte dalle politiche di potenza degli Stati, dai loro governi. Quindi negli Stati risiede il problema. Rinunciare alla violenza armata significa ridurre la potenza statale e delle alleanze, ovvero rinunciare all’idea statolatrica quale portato irrazionale e devastante di un’idea errata nei suoi fondamenti. Senza Stati non ci sono guerre. Senza guerre non c’è sofferenza. Rinunciare all’identificazione con una patria, nazione, bandiera, e anche religione, liberare se stessi da tali identificazioni: io, tu, voi, noi non siamo nazione, religione e altri fantasmi sopracelesti. Nessun iperuranio conserva il modello di questi mostri a cui ci si debba piegare a novanta gradi. Io, tu ecc. siamo, ognuno, il Singolo, coscienza, rappresentazione e vita concretamente esistente e compagine di atomi organizzati in strutture complesse, su diversi gradi. Siamo meravigliosamente determinati biologicamente, automi chimici e fisici ed elettrici. In quanto tali, possiamo determinare autonomamente le nostre leggi a cui adeguare i nostri atti, proprio come nei racconti di Asimov sui robot. Ma lo scegliamo noi. Un automa non ha Stati, bandiere, nazione. Un automa è se stesso e le sue funzioni e i suoi programmi, liberamente scelti (e questo fa la differenza umana). La guerra? “Mi sono proibito di farla”, risponderò.
