Si può negare solo ciò che esiste, perché negare il nulla non ha senso (e non c’entra qui il calcolo algebrico dei segni, come diceva Stalin – mamma mia! -, ossia che “- x – = +”… un’indecenza! Va bene essere hegeliani, e dialettici, ma tutto ha un limite!), ma si può negare – a senso!- solo ciò che prima abbiamo compreso almeno come esistente, affermandolo, ma siccome nessuno comprende Dio, tranne se stesso (casomai esistesse), allora l’unico che può negarlo è se stesso, poiché l’unico che può comprendere Dio è Dio. In quanto tale, ammesso e non concesso che esista, è assoluto e non relato, e pertanto non possiamo dirne nulla. Ma di ciò di cui non possiamo dire nulla non vale neanche la pena parlarne, se non per mero esercizio retorico, perché in sé non significa niente. E però è vero che se anche noi non conosciamo noi stessi, allora siamo nei stessi panni sporchi di Dio; quindi se dovessimo conoscere noi stessi, allora saremmo come Dio. Siccome, però, Dio non voleva che fossimo dei, allora fummo ignoranti di noi stessi oppure eravamo tali non essendo coscienti di esserlo, ossia nell’innocenza di cui parla “Genesi”. Satana, però, o Lucifero, ci disse che potevamo esserlo (come anche Prometeo) e ci fece il dono della conoscenza, la quale ci fu di danno. Insomma, voler essere come Dio è peccato, ma se qualcosa è peccato, è male, e quindi Dio è malvagio… o lo era stato, perché ad un certo punto appare il Figlio che ci indica la possibilità di diventare suoi fratelli, e siccome lui è figlio di Dio, allora diventiamo figli di Dio anche noi, quindi siamo Dio. Pertanto, per conoscer Dio dovremmo conoscere noi stessi.
Tutto ciò sul piano logico o dialettico che dir si voglia, mentre su quello empirico ognuno vede da se stesso che non se ne può cavare niente.

Questo è argomento su cui si spende troppa energia mentale a mio avviso. Si tratta o no di credere all’indiscutibile a prescindere, dunque esclude chi cerca riscontri quanto meno razionali.
È come sparare sulla croce rossa, in un certo senso😂
Io non sono credente e ci sono arrivata dopo vicissitudini varie, rispetto chi ha necessità di aggrapparsi a una religione, qualsiasi essa sia, ma a condizione che in nome di essa non si pregiudichi il quieto vivere. Ed è lì che casca l’asino.
Esattamente