Il denaro non ha odore. Noi ce l’abbiamo, a volte sgradevole, a volte no: dipende dall’uso di saponi e profumi e docce. I cani riconoscono l’odore di ciascuno. È la nostra carta d’identità per loro: ci preferiscono con il nostro odore o fetore che ci individua.
Il pecus, da cui la pecunia, dovrebbe puzzare, perché il termine si riferisce alla pecore, che non è che profumino. La massima, quindi, è ironica e molto intelligente, a doppio senso. Sta di fatto, che una volta maleodorante era anche il denaro cartaceo, che stava a contatto col corpo, mentre altro discorso varrebbe per oro e gemme, ecc., che però non è denaro, propriamente. Sennonché, se cercassi denaro da qualcuno, non mi importerebbe chi fosse: la sua individualità viene cancellata dalla medesimezza del denaro. Diventa inodore anche il portatore: tutti sono uguali in virtù del denaro; ovviamente, i sentimenti nutriti verso il portatore di valore saranno strumentali, in piena malafede.
“I soldi sono lo sterco del diavolo”, pare che facesse proferire ad un suo personaggio Shakespeare. Quindi, all’opposto dell’adagio latino, parrebbe che invece il denaro puzzi oppure lo sterco del diavolo mente, non ha fetore, come mente tutto il diavolo, d’altronde. Non poteva che non emanare cattivo odore: eppure resta merda diabolica. Ne scende, che chi ama il denaro ama la merda del demonio. Coprofilia satanica. Quindi se tu ami ciò che posseggo, denaro o ciò che possa essere venduto e trasformato in oro, ami il demonio che sta nelle mie tasche (se mai la sua merda, quanto amerai lui?). Tuttavia, tutti amano quello sterco, perché fa vivere bene qui nel mondo. Fa star bene: è la miglior medicina contro ogni avversità.
C’è della malafede, dunque, in questa avversità ipocrita, se tutti amano i soldi, sin da quando sono apparsi. Tutto si regge su di essi; l’economia vive del sangue aureo. Il denaro è il suo cognome. Ciononostante, vorremmo essere amati o odiati per quello che siamo e non per ciò che abbiamo. Non si può amare e nemmeno odiare chi ci serve come bancomat o riserva di beni di cui abbiamo bisogno, perché il denaro rende tutti uguali, spersonalizza, e come si fa ad amare chi non esiste, è indifferenziato? È semplice verità morale che o ami quel tizio o i suoi soldi: una via di mezzo non c’è. Per fortuna, siamo abbastanza pazzi da amare persone per quello che pensiamo siano e, se ci va bene, esser felici con loro.

Condivido la riflessione. Ben ritrovato 😀
Ciao, Irene!
Ogni tanto… sparisco, ma ritorno sempre u.u
😊
Meno male 😅
xD
😀