Nihil obstat

Le morte che furono tante vite

di tempi morti che mai più riedero

e che alterne emozioni mi resero

sono in me vagamente sentite.

Quelle voci nuovamente udite

che nelle notti vaghe si misero

e che nel mio rotto cuore piansero

e risero voi meste rime dite.

Questo è il letto in cui si giace

il mio vivente e corrotto soma

che il sogno ingombra senza pace;

questa è la notte a cui sempre piace

di ferire la mia mente mai doma:

“non osta” vi concedo e non vi spiace.

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