Il presidente di QAnon dalla capigliatura arancio-meccanica – nella miglior tradizione angloamericana inaugurata con i nativi nel Nordamerica circa quattro secoli fa coi trattati capestro e la legale illegalità consuetudinaria, e perfezionata con le proprie genti e connazinali nelle notti di Salem – QAnon, ripeto, associazione che trae la sua ispirazione krameriana dal “Malleus maleficarum”, da cui ebbe cominciamento la caccia alle streghe su larga scala in Europa, sia da parte cattolica che protestante, cosa che prima del misogino e delirante testo di Kramer, un frate domenicano psicotico, in collaborazione con Jacob Sprenger, fosse pubblicato in Germania, allo scopo di combattere paganesimo, eresie e stregoneria, follia che ebbe i suoi precedenti e primi focolai nel canton Vallese, dopo le strane elucubrazioni alpine precedenti del XV secolo, e che ha decretato la nuova avventura venezuelana di arancio-meccanico-QAnon-trombetta.
Egli, che patrocinò addirittura l’assalto al Campidoglio, che abbiamo già dimenticato; lui che non muove un dito contro crimini assai peggiori in corso in Palestina; colui che non deve chiedere mai, neanche al Congresso, e puzza però lo stesso, Denim o meno; essolui che si autogiustifica e assolve, mandante e mandatario, giudice e pubblico ministero di se stesso, se tanto ci ha dato tanto, autorizza a temere che potrebbe fare altre sconcezze del genere nei riguardi di uno stato sovrano anche altrove: e perché non con l’Italia, se la causa del suo intervento è lo spaccio di droga? L’Italia insegna… lo sappiamo; ma c’è qualcosa che non attira la sua attenzione: non abbiamo così tanto petrolio, se non quello altrui, esattamente quello americano, dato che quello russo ce lo siamo giocato ai dadi.
Alea iacta est!
