Sul malinteso relativismo

Il relativismo è necessario, non un peccato: se relativizzo ciò che penso e dico, sto aprendo la mia mente al dubbio e combattendo la mia presunzione, in modo che possa emendarmi e trovare la verità o almeno scoprire la menzogna o l’errore in me stesso. Quindi, oltre ad essere importante per la scienza, il relativismo vale parimenti sia dal punto di vista psicologico sia spirituale. L’errore è assumere il relativismo come visione generale prossima allo scetticismo assoluto. È invece chiaro che il relativismo assume come relative anche le proprie istanze.
Se c’è qualcuno o qualcosa (istituzione) che è, all’opposto, dogmatica in sé e per sé, non solo teologicamente, e che quindi assolutizza la propria visione e i propri decreti, quella è semmai la Chiesa, e le altre regioni rivelate non sono da meno.
Per quanto riguarda la Pastorale ed il Magistero dellla Chiesa, indicativamente e a modo di esempio, perché non consigliare con chiarezza a chi commette ingiustizie e colpe infamanti e gravi (vedi scandalo Epstein) di pentirsi e chiedere perdono o almeno riconoscere nel proprio intimo il male che si è commesso, anziché parlare di argomenti regolati dalle leggi secolari (aborto) e statali, ottenute per motivi cogenti e non di certo per garantirsi un divertimento?

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