La sapienza contemporanea

Magra sapienza del feuilleton, ridicole briciole di informazioni date in pasto al pubblico ingordo di niente frullato, presto dimenticato. Il “nuovo” è la smemoratezza e il “moderno” il déjà-vu, e quindi il “postmoderno” il post già visto, redatto sul cesso e consumato nel medesimo luogo, o mentre ci si ficca in bocca un pezzo di hamburger alla plastica fritta.

Il sapere frammentario e prosaico della cronaca-curiosità-pettegolezzo che invade ogni ambito della vita: si vada su Marte o a cagare, è la stessa cosa: merda.

Da Leopardi a Heidegger, entrambi indicano nel “si dice”, nelle “due chiacchiere”, nel pettegolio giornalistico non un passatempo antichissimo, lecito nella misura e luogo opportuni, ma la fonte stessa del sapere tutto-una minchia del niente saputo.

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