Luogo segreto e inaspettato è il cuore altrui: segreto come è quello di chiunque, ma inaspettato è esserci, e meraviglioso, se è la persona che ami ad ospitarti.
Sono nel suo cuore? come posso saperlo? Inferno dell’attesa e dannazione o resurrezione del responso. Davanti alle porte del Paradiso o dell’Inferno. Ci penso. Spesso, se non sempre, la sua immagine che si nutre del ricordo innanzi agli occhi della mente. Occhi che mi guardano, e parlano mille volte di più delle sue parole. La amo… mi ama? Queste parole antiche e sempre moderne, da sempre le stesse domande che infestano e inebriano la mente. A volte sono spettri, altre volte sono come fiori che sbocciano. Vorrei sentire quelle due parole così grandi e così semplici, forse, o sono difficili e quasi impossibili a volte.
Un bacio, timoroso e audace al tempo stesso, nel silenzio, rende inutili le parole, necessaire quando invece è arduo vedersi, per i più disparati motivi.
Si ama e si vuole essere amati perché vogliamo essere felici e attendiamo dall’amore quella felicità: semplice. “Demoni”, dissero alcuni; “angeli”, altri, quegli spiriti che uccidono, come in Cavalcanti; e anche in Dante hanno effetti così potenti da costruire inferni e paradisi fatti di speranze e delusioni e sguardi dati o tolti, saluti che donano salvezza, salvezza dal mondo volgare e crudele, in cui non è facile vivere senza affetti. San Tommaso non disse che sono essi a mandare avanti la vita umana?

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