Tutti gli stranieri sono pericolosi; Sabrino è uno straniero; Sabrino è pericoloso.
Il sillogismo è valido, cioè corretto formalmente. Ma è vero? Io sono uno straniero per altri Paesi (popolati di stranieri anche loro, e quindi potrebbero esserlo altrettanto, tanto per iniziare); potrei certamente essere pericoloso, ma non lo sono, o meglio, tutti possono esserlo, compresi quelli che giudicano degli stranieri essendo stranieri anche loro altrove, ma non lo sono realmente, cosa, questa, che fa la differenza, e nessuna giustizia preventiva particolare o generale (come la guerra preventiva) lo giustifica. In poche parole, si viola il principio di non contraddizione, per cui qualcosa non può essere e non essere al tempo stesso. Su tali enti, il giudizio è senza senso.
E allora passiamo ad un secondo giudizio espresso da una proposizione che pare mirata apparentemente meglio.
Tutti i clandestini sono pericolosi, se e solo se sono stranieri. È una doppia implicazione, molto forte. Ora, a parte il fatto che un clandestino è per forza straniero, ed è tautologico dichiararlo, e già zoppichiamo, formalmente, implica di nuovo che gli stranieri siano pericolosi solo per l’aggiunta della “clandestinità”. Non c’è bisogno di argomenti estremi per riderne: bambini appena nati e madri li vedo con molta fatica pericolosi. E allora qual è il problema reale, a parte il fatto che uno sia reso clandestino da leggi discriminatorie e stupide? È la irrazionalità dell’argomento, totale: quando un argomento non è razionale, che ragionamento ci si potrebbe fare sopra? Che giudizio e comportamento relativo potremmo ricavarne conseguentemente? La vera base reale di tutto questo pseudoargomento che è propagandato a destra e manca è la paura indotta mediaticamente, politicamente: si afferma che qualcosa sia pauroso, senza saperne niente. Ma cosa fa paura? La povertà e la condizione sociale di emarginazione (che è causata dai Paesi ospitanti, come un cane che si morde la coda) di coloro che vengono qui scappando dai loro Paesi: è normale che partendo da basi irrazionali diventi tutto confuso e dalla confusione si passi alla paura e all’aggressione, e a poltrone per politici che fomentano tale inferno del tutto fittizio.
Semplicemente, io o un altro siamo esseri umani che si spostano nel mondo: è così difficile o paurosa una cosa del genere? Lo si è sempre fatto, e di varie genti erano pieni zeppi territori immensi chiamati imperi, una volta, di cui facevamo parte anche noi italiani.
