Terso e imbandito per cadenti demoni
catafratti e metallici il cielo
e di zolfò l’aere incendia i miei occhi.
La mano coglie dei silenzi eterei
il frutto tra l’ali scomposte di gioia:
e di remote note forse vibrano
che un tempo allegravano le stelle.
Tu posi lassù l’arme, e il guardo
immenso di luce indugi alla Terra
di amore repleto per i declivi
del giardino antico dei primi umani
e un sospiro forse odo scendere
dai nembi ed una piuma cadere
ai miei piedi, bagnata di lacrime.

Incanto puro
❤️