Dell’opinione

Sarei dell’opinione che garantisca libertà di opinione a tutti. È l’unica possibilità che abbiamo di individuare ogni informazione disponibile intorno ad un oggetto, individuo o argomento. Il falso o il vero sono esiti attesi. La notizia falsa serve ad essere esclusa dal novero dei riferimenti oggettivi, ma ci dice anche quali sono le intenzioni di chi le diffonde. Quale interesse lo spinge? Perché viene affermato il falso? Questo sotto l’aspetto pragmatico e performativo risulta essere di valore non indifferente. Dal punto di vista logico, è evidente che il falso è vero che sia falso, quindi abbiamo comunque una verità in mano; che il vero sia vero, poi, non è affatto scontato o semplice questione. L’esito di un processo di calcolo matematico, se è corretto, valido, dà sempre un risultato vero o falso o addirittura non determinabile, e no, cioè falso che lo sia, e pertanto determinabile. Abbiamo sempre a che fare con la verità, solo che si sposta ai livelli più o meno concreti o astratti, sino a giungere a quello metalogico, ovvero ad indagare i processi stessi di calcolo.

Assai più grave è limitare la libertà di ricerca, espressione ed opinione, e non c’è ragione che tenga, se non quella del più forte, che costringe al silenzio le voci del dissenso, talvolta per sempre, con metodi definitivi e letali. Questo ancora sul piano politico e sociale, e bisogna sottolinearlo in modo evidente ed indelebile.

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