La meccanica quantistica tratta del comportamento delle particelle subatomiche, analizza il mondo dell’atomo e delle sue componenti microscopiche. Essa dice che l’energia si trasferisce a “pacchetti” (‘quanti’), ossia che solo un dato numero di fotoni (particelle che compongono la luce) vengono assorbite da un atomo, mai 1/2 o 1/3 ecc. di fotone.
Altresì osserva che la posizione dell’elettrone (particella che ruota attorno al nucleo dell’atomo) più viene individuata con precisione e più la sua velocità è incerta e viceversa (“principio di indeterminazione dell’atomo” di Heisenberg); altresì ci chiarisce che un elettrone sta in una sorta di nube attorno al nucleo dell’atomo, che è data da tutti i risultati possibili dei calcoli relativi alla sua posizione, e che “collassa” in uno stato quando viene misurata: cioè ci si presenta in un modo tale che si suppone sia influito dall’intervento di misurazione che ne dà la posizione per noi.
Per fare un esempio dell’influenza delle nostre misurazioni sulle particelle subatomiche, si faccia passare un fascio di luce da una fessura, e poi attraverso uno schermo a due fessure, A e B, dietro cui è posta una lastra sensibile, si vedranno le onde di luce interferire una sull’altra, e andare a impressionare zone della lastra che non verrebbero toccate se la luce fosse corpuscolare; ma altri esperimenti confermano anche la natura corpuscolare della luce, e relativo differente comportamento.
