Prendo spunto da discussioni al limite del paranormale, che però capitano, forse a chiunque. Una di queste è la sindrome paranoica di taluni, che suscita penose e inutili polemiche, in famiglia o al lavoro, oppure ovunque ci sia chi ne accusa il disturbo soggettivamente od oggettivamente.
Secondo le mia opinione, sarà molto facile che sia io la causa di persecuzioni immaginarie, piuttosto che reali. Il mio atteggiamento negativo nei confronti degli altri mi predisporrà ad accusarne la molestia. È perché sono in una condizione di fastidio e risentimento, stizza e disappunto, sfiducia e invidia, fino alla rabbia e all’odio, addirittura, urbi et orbi, che mi sento perseguitato; difatti, perché immagino in altri ciò che sento in me, semplicemente, o prevengo le loro reazioni negative nei miei confronti; o perché sento senso di colpa per il mio comportamento; e infine per la paura che sta alla base del mio atteggiamento nevrotico o addirittura psicotico.
Proiettiamo sempre all’esterno per non provare eccessiva angoscia; è difatti una forma di rimozione salutare, pur essendo patologica. Sana perché la tensione psichica che deriva da stati angosciosi può causare eventi psicotici. Meglio spostare, rimuovere e proiettare.
Cognitivamente, si può cercare di trovare strategie di ragionamento sano, e ricondurre l’evento sotto il controllo cosciente oppure adottare comportamenti tali da placare e addomesticare ansia, paura, senso di insicurezza, bassa stima di se stessi senza andare allo scavo con la psicologia del profondo a tutti i costi: tutto dipende dalle scuole di provenienza del terapeuta.
Mai prendersi la briga di risolvere questioni simili con parenti stretti, ma consigliarli di avviarsi a prendere un appuntamento con uno specialista. Gli amici o i parenti non risolvono queste cose.
