L’idea d’irrilevanza rimanda a quello correlativo e opposto di rilevanza, importanza, e ad altri presenti nella loro prossimità semantica: fama, notorietà. Allargando il campo associativo dei termini, si giunge al concetto di prestigio, e a quelli contigui di successo, potere, soldi. Sono tutti correlati dal pensiero associativo, che pensa, però, anche i contrari.
A tali termini sono connesse emozioni positive e negative, piacere e dispiacere, che vanno sempre in coppia a spasso per la vita: se vuoi uno, ti prendi anche l’altro. Sono le due ruote del carro della vita: piacere e dolore, e tutti gli altri dualismi possibili. Se la vettura su cui stiamo andando da qualche parte è condotta da un pazzo, è meglio abbandonarla. Non è questione di sinonimi e contrari, ma esistenziale; è questione di dove stiamo andando, non importano le ruote su cui si procede. Se poi aggiungiamo che una ruota fila liscia e l’altra frena, allora si farà anche fatica. Se i cavalli sono stanchi o malati, sarà un altro problema. In che stato è il carro, è da considerare, e tante altre cose. Che facciamo sul carro non importa, ma se dormiamo, non potremo lasciarlo prima che si schianti. Che si scriva o lègga o studi o suoni ecc. non ha importanza: il precipizio attende più avanti.
