The way

La causa di ogni nostro problema è il tempo. Il tempo è pensiero del passato, rimpianto e rincrescimento, e del futuro, ansia e paura. Le due porte attraverso le quali entra la sofferenza sono queste: “ieri” e “domani”. C’è anche il piacere, è vero, ed e desiderabile, ma per procurarsi ciò che desidera e piace l’umanità passa attraverso le fiamme della paura di non riuscire a goderne, e del rimpianto per aver perso l’oggetto di cui godeva e il dispiacere di non poter goderne più. È condizione nostra precipua, vero, ma lo stare in mezzo fra desiderio ed avversione è come essere ferro rovente posto fra incudine e martello. Sempre sollecitati e inquieti: non è indice di sanità mentale. Siamo pazzi quieti e malinconicamente disperati, perché viviamo sperando, e quindi temendo. Sono cose che comprendo da uomo e ho vissuto, ma comprendo anche che non è libertà questa, e non è felicità: questa sta nella liberazione dalle inquietudini, qui, ora, nel presente. È la cosa più difficile che ci sia, ma l’unica via per uscire da questa prigione.

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