Lungo le distrutte rive del fiume
marciano le truppe con le gamelle
piene, e altrove si accende un lume
pallido di vita e resta ribelle.
Posiamo il capo su morbide piume
e subiamo la nostra vita imbelle;
mentre tutto uccide un guasto nume
con le infernali furie, sue ancelle.
Che cosa mi grida quel volto muto?
E quelle lacrime che si interrano
piovendo dall’azzurro di quel cielo,
occhi di bimbo, che chiedono aiuto?
Quegli sguardi tristi mi interrogano
qui, da quella terra morta nel gelo.
