Lo spazio è creato dall’interazione di quanti individuali di gravita: questo è ciò che descrive la gravità quantistica a loop (‘anelli’). Questi quanti non sono nello spazio ma sono lo spazio formato dalle relazioni dei loop tra di loro. Insomma, lo spazio è granulare. La nuova teoria tenta di unificare relatività generale e meccanica quantistica, in un mondo di particelle elementari, cioè atomi, costituiti da elettroni, neutroni, protoni, fotoni (la luce), quark (nome senza senso coniato dal fisico Gell-Mann, pescato dal “Finnegans wake” di James Joyce, in cui appare questa frase: “Three quarks for Muster Mark”) e “gluoni” (dall’inglese ‘glue’, cioè “colla”) che tiene insieme l’atomo, i “colloni”…Questi atomi di spazio sono un miliardo di miliardi di volte più piccoli del più piccolo nucleo di atomo.
Non c’è più lo spazio che “contiene” il mondo e nemmeno il tempo “lungo il quale” avvengono gli eventi.
Per esempio, una stella di Planck è lo stadio ultimo di una stella diventata buco nero (il Sole misurerebbe un chilometro e mezzo mentre collassa su se stesso e poi scemerebbe alla dimensione di un atomo, diventando “stella di Planck”), ma a questo punto la meccanica quantistica reagisce al peso della gravità e il buco rimbalza. Tutto ciò, all’interno della stella di Planck, sarebbe istantaneo, ma per noi, al di fuori, dura un cosmo intero.
Il nostro universo potrebbe essere rinato da un “Big Bounce”, grande rimbalzo, in cui non c’era né spazio né tempo, da un collasso di uno precedente (non fa venire in mente qualcosa di molto antico descritto da certe filosofie dei tempi più remoti?).
Il mondo ci stupisce e potrebbe essere ben diverso da come lo abbiamo considerato sinora.
