Felicità

Se coincide con uno stato interiore, allora dobbiamo pensare che sia indipendente da cause esterne, interpretazione che tenderei ad attribuire a ciò che si trova nel Codice di Manu. Le cose esterne, pertanto, non dovrebbero nemmeno poterlo inficiare. Ma le cose esterne entrano in noi, e fanno parte del mondo interno, elaborate, sentite, pensate, con i rimandi a ricordi. E così è possibile contaminare tale felicità interiore. Sarà allora che si deve tenere fuori di sé, separare (“santo” significa ‘separato’) ciò che altera tale stato. La domanda viene spontanea: come? Bisognerebbe allontanarsi dalle fonti di dolore e sofferenza, e siccome queste vengono per la maggior parte dai nostri simili, occorre starne lontani, rinunciando a quelle poche persone con cui potremmo essere felici insieme. Ecco, l’ultima parte del discorso appena fatto è quella che non suona molto bene. Se amo una persona, e me ne allontano, come sarò felice?

La risposta sarà ovvia: non devi legarti a nessuno; non amare; non desiderare alcunché. Fare a meno degli altri. Non è strano che non pochi scelsero di andaste via dal mondo civile in ogni tempo. Scelta coerente.

Furono felici?

7 pensieri riguardo “Felicità

  1. Oppure all’opposto occorre immergersi nel sentire e non farsi condizionare, il distacco è la quintessenza di un sistema sessista, classista e specista, immergersi e non farsi condizionare quindi non perdere l’umanità e l’animalità (perché anche noi siamo specie tra le altre) questo è più difficile ma libera, mentre distaccarsi non libera affatto, su un sito che amo particolarmente una donna saggia scrive: “Se non mi immergo non muoio ma nemmeno vivo” spero sia uno spunto di discussione questo che ti scrivo. Buona giornata.

  2. Buona giornata a te. Grazie. Aspetto altri commenti, di qualsiasi genere. Io taccio volentieri. Mi faccio domande, che ricadono fuori di me, perché le manifesto, ed è giusto che ricevano o meno risposta. Spesso, se non sempre, non so nemmeno io rispondere.

  3. Aggiungo che la mia professione era di ordine mistico-spirituale, perlopiù… ma sta bene tutto, dato che ognuno interpreta come vuole, a seconda delle proprie vedute e orientamenti.

  4. Grazie a te, come te anche io spesso non so rispondere ma le esperienze sono una forma di sapienza, la vita stessa la fornisce a tutte e tutti.

  5. La mia indole anche è di quell’ordine, di tipo spirituale, sono tornata alla mia anima per cui ho compreso che le interpretazioni sono della mente, e sono da inscrivere nelle culture, anche ampie, ma credo che tu questo lo sappia, viviamo in un mondo convenzionale e strutturato anche dalla mente, anzi specialmente da quest’ultima, e la mente assorbe le culture, l’anima meno. Grazie ancora per questo confronto Zibaldone 🙂

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