È buio fuori; un blackout circoscritto, guarda caso, solo alla mia via, o poco più: accade molto spesso. Già è piuttosto spettrale la notte, perché non renderla funebre del tutto, mentre le zanzare mi fanno ciao ed io per scacciarne una faccio cadere rovinosamente il telefono staccandolo dal filo della ricarica?
Da piccole cose, grandi avvenimenti; e da grandi cose, troppo grandi, veniamo rimandati a corsi navigabili più alla nostra portata da mani premurose, che ci traggono dall’infinito oceano in cui il naufragio è assicurato.
Piove silenziosamente: nessun tuono s’ode, e i lampi non rompono l’oscurità in cui vaneggia lo sguardo in cerca di figure umane in fondo alla via. Quasi fredda l’aria, fuori. Intanto leggo del significato delle parole e di altra filosofia attorno a quella platonico-aristotelica e la inframezzo con la letteratura.
Parole e cose o espressioni di emozioni, i significati li conosciamo e possiamo capirli nel mondo intersoggettivo, il significato presente nelle nostre teste parlanti lingue diverse è lo stesso, ed il fatto che ci sia Poesia e Letteratura dice dell’efficacia comunicativa delle parole in ambito interiore, non razionale, come anche le trasformazioni del mondo operate da secoli ripete l’efficacia in quello scientifico. La realtà e la verità di tale realtà sta pragmaticamente negli effetti, che possiamo comunicare, trasmettere e controllare; nella Poesia con cui commuovere e far intendere emozioni o costruire macchine meravigliose e complesse mediante la matematica e l’ingegneria.
