Autenticità

La scorza del frutto della menzogna può apparire gentile ed educata, corretta e autentica, lingua chiara e promessa (mai mantenuta). La parola scorre limpida e sincera, ma il tono enfatico e pronto all’indignazione stende eoni tra il dire e il fare. E quando hai più bisogno che stringe meno è presente, poiché altro vi è da fare e dire e altri so fanno innanzi sul palcoscenico illuminato da cotanta verità impalcata.

La struttura del tono quasi stentoreo concede e ammette e il tempo passa nella parola fallace che lo inganna assieme a chi l’ascolta. C’è altro da fare e la vita deve andare avanti mentre si soccombe. Attendere e scrutare l’orizzonte che riverbera l’eco di promesse. Ecatombe della fiducia e annichilimento dell’amicizia e della fiducia. Scorza resta del frutto sperato. C’è altro da fare che porgere il dolce melograno alla pargoletta mano.

Sen glva Amore fugace menando seco per mano il Nulla in cui vola, ebbro il fantolo stupido, quel cieco Cupido.

Parole odi e leggi che mostrano parole qual superfice di morto stagno. Nessuna profondità di vita e niente loro indicano.

Altro da fare ha… Deve pensare a se stessa e a tirare avanti, arrotando gli altri con vuote espressioni e vagamente estetiche. “Lo spettacolo del lavoro è la merce umana”, Demetrio cantava. E tu, spettro e niente e inutile carcassa rosicata dal tempo biancheggi in un declivio già banchetto di avvoltoi pigri e annoiati.

C’era una volta un albero che sembrava morto e secco con rami contorti sui quali ingobbivano rapaci letali, divoratori di salme, che rifiutate dall’Orco spandevano fetore nel meriggio pallido e assorto. Il silenzio di assalti e morte nella valle conca ascoltavo, e leoni assonnati e gazzelle immobili come molle pronte a scattare. Silenzio e capanne in fondo alla valle…

Cosa c’era oltre quelle montagne? Ho visto distese immense di stelle la notte, il cielo affollato della Via Lattea riflettersi negli occhi di belve silenziose. La strada di notte illuminata dalla galassia ed il silenzio della sua corsa nel vuoto.

Ogni istante un cielo nuovo, e corre nello spazio senza limite questa nave che solca le sue onde invisibili.

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