Mutamento

Le cose mutano, sono in divenire: una pietra, seppur lentamente, muta per effetto degli agenti atmosferici. Le cose raggiungono un loro equilibrio o stato di quiete, a cui tendono, o inerziale, in cui persistono per un certo tempo. Come se tentassero di preservare se stesse dal cambiamento in qualche maniera: la Terra e l’Uomo sono rispettivamente un superorganismo di cui quello umano e parte e un organismo, enti autopoietici ambedue, ma il secondo sta al primo come accidente, mentre il primo è sostanza propriamente. L’autoregolazione termica di entrambi, su scala diversa, ne è un esempio.

Tutto è in divenire, e un corpo inanimato (se lo è davvero) in moto conserva il suo moto e ciò che si trova su di esso, come noi che viaggiamo su questo sasso autopoietico chiamato Terra, la terza pietra dal Sole, apparteniamo al suo sistema inerziale cui faremo riferimento per l’osservazione dei fenomeni che incontreremo nel suo viaggio e la loro misurazione, come la velocità relativa, per esempio.

Ciò che si muove richiede spazio per muoversi, come gli atomi di Democrito, che sono ciò che non muta nel mutevole mondo materiale composto da essi. Eppure lo spazio in sé non esiste se non come coordinata estetica trascendentale che legge i fenomeni grazie a tale categoria che risiede a priori nella nostra mente, e dato spazio e fenomeni, con il quale ci sarà anche un tempo in cui si verificano: anche questa coordinata risiede nella nostra mente a priori. Non c’è una causa nel verificarsi di due fenomeni, ma c’è un osservatore che vede cause e spaziotempo come condizioni del loro accadere e forme a priori della nostra conoscenza umana. Eppure, gli atomi non li vediamo, sono invisibili: e come è che da qualcosa di invisibile ci è in apparire di cose visibili? Forse anch’esse sono invisibili in sé o appaiono a noi così: in se e per se non sappiamo niente di cosa siano. Appaiono a noi con certe caratteristiche che rispondono ai nostri sensi, ma esse sono campi di forze elettromagnetiche ed energia pura, probabilmente. E il nostro corpo è tale e quale sono quei corpi. Conosciamo le cose perché siamo cose tra esse, per vie del corpo: il simile va col simile. E la coscienza? Essa è quello stesso apparire.

Prima l’uovo o la gallina? Prima e ciò che è in atto e poi in potenza, perché le cose possibili o contingenti hanno bisogno di quelle necessarie per passare dalla potenza all’atto. E nondimeno ciò che è in potenza è primo logicamente, in quanto passerà all’atto, non necessariamente.

La gallina viene prima, quindi, e cioè il divenire e il moto che ne deriva, tale è esso a formare da se lo spazio, come la pietra è lo spazio che occupa essendo esistente come corpo e divenendo, cambiando pur restando ferma in quiete. La valle c’è perché esiste la montagna e questa c’è perché ci sono movimenti tellurici, scivolamenti di placche una sull’altra, che fanno innalzare porzioni di crosta terrestre che diventano montagne.

C’è anche un divenire della mente che acquisisce conoscenze e diventa più esperta senza però poter essere osservata… Ma non è lo stesso della materia? E se tutto ciò fa parte delle vita, chi può dire cosa sia la vita e quindi la morte? Cosa sappiamo?

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