Riflessioni politiche

Quello di Draghi era un governo tecnico, e andava bene per questioni tecniche economiche (che fanno da sole quasi tutti i problemi e programmi per risolverli); quello di Conte, un governo emergenziale, che ha fatto quel che ha potuto durante una grave crisi, mentre altri pensava solo a bloccare chi annegava. In ogni caso, hanno svolto i loro compiti. E questo governo tecnico è caduto a causa di problemi molto grossi, indotto a cadere, con lo zampin di Putin, come qualcuno pensa.
La scusa è l’inflazione: ma questa è quasi del tutto dovuta a speculazione e anche altrove c’è, pare. E non sembra nemmeno che l’Italia stia andando troppo male, rispetto ad altri Paesi europei; ma ora che è passata la tempesta, o quasi, possono entrare sulla scena le destre, e a destreggiarsi quando non ci sono più grossi problemi, che una volta risolvevano con olio di ricino, manganellate (anche oggi, per via statale) ed esilio. La strada al populismo vuoto e alla demagogia del nulla, al personalismo svaccato è aperta. Magari almeno votare gente istruita e competente…!
Sarebbe il caso di adottare un approccio anarchico, dal basso, dai territori, autonomo e autogestito; per fare avverare questo, l’accento andrebbe posto sulla prospettiva federalista, per iniziare, e continuare con la semplificazione necessaria che ne deriva, la delegificazione, la seria attenzione all’ambiente, e non l’attesa della panacea di tutti i mali statale (che non arriva mai o male).
Quando colò a picco, o quasi, ovvero si stravaccò su un lato, la nave comandata da Schettino, se non si fossero prese decisioni autonome sulla nave e dalla terraferma, con imbarcazioni che corsero a salvare i superstiti, sarebbe stato un disastro di ben altre proporzioni. Le autonome decisioni di chi era stato abbandonato dal comando della nave e quelle degli isolani salvarono molte persone. Ecco, la stessa cosa avviene per la pachidermica macchina dello Stato, che è il problema, essa e chi la comanda, e non la soluzione. La nave c’è già: il pianeta Terra. Noi dobbiamo salvarla, e non attendere chi la vuole spogliare vieppiù e distruggere totalmente, come Bolsonaro e le multinazionali psicopatiche, che guardano solo ai profitti.

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