“Shari’a” è il complesso della “Sunna”, parole, atti e interpretazioni di Maometto (Muhammad) e di quelle dei dotti (in ambito sciita “mullah”) comunque inferiore al Quran, ‘libro da salmodiare’, (i mullah sono seguiti solo dagli sciiti – non esiste un vero e proprio clero nell’Islam -) ; il verdetto proveritate emesso per chiarire dei dubbi dal “muftì”, o giurisperito, serve per offrire al “qadì”, giudice, un parere in linea con la tradizione ed il Corano.
La “gihad” è “l’impegno sacro sul sentiero di Dio”, e nella sua accezione maggiore è un dovere morale per il miglioramento di se stessi. Solo tra gli sciiti e gli hanbaliti si considera sacra l’accezione minore, che è la via delle armi della cosiddetta “guerra santa” (obbligatoria solo in caso di difesa del proprio Paese per tutti).
Il rapporto del credente (musulmano) è esclusivamente con Dio, e non è intermediato da nessun essere umano.
Forse non abbiamo delle informazioni esatte su tale argomento…
C’è un terzo polo islamico, oltre quello sunnita e sciita: quello “khargita” (‘gli uscenti’)), che si divide in due fazioni, una più violenta e l’altra più moderata, ora presente tra gli ibadyti. Sorse a causa del dissidio tra i sostenitori di Alì, cugino e genero di Muhammad, e Sufyan. Ebbero molta importanza in passato per la definizione di problematiche teologiche e giurisprudenziali.
