Molto di noi, se non tutti, almeno fino ad una certa età, sono come fiumi e laghi piacevoli allo sguardo, che in superficie si stende; sotto di esso, nascosti, sono detriti vari: scarpe rotte; pneumatici; canotto sgonfi; navicelle e barchette fracassate; bidoni di sostanze tossiche; case diroccate; statue di divinità; anfore e cocci sparsi di vasellame antico; scheletri di cadaveri assassinati la notte; auto sbandate e colate a picco; e pesci tra la pletora di detriti e rifiuti umani.
Sulle rive dei fiumi morti e dei laghi avvelenati si aggirano vacui fantasmi, che fiochi, illuminano la scena come fuochi fatui senza memoria, partoriti dai cancelli di Moria.
